Si un hombre nunca se contradice, sera porque nunca dice nada.
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Avete notato? Il concetto di 'ribaltone' è scomparso dall'orizzonte radar della politica italiana.
O come mai? Mi pareva d'aver capito che chi, contro la volontà degli elettori, provoca ribaltoni di maggioranze in parlamento fosse un essere immondo e spregevole. Mentre oggi -- contrordine: ad essere immondo e spregevole è chi rimane fedele agli elettori e fa quindi il ribaltone del ribaltone, come il povero senatore Cusumano. Il quale si è preso insulti tali che se fossero stati detti da un qualunque studente di una qualunque scuola italiana, avrebbero comportato punizioni esemplari del colpevole. Cosa che naturalmente non accadrà in parlamento.
Appassionante dibattito oggi in senato, dopo il quale Prodi ha rassegnato le dimissioni.
Sono però i dettagli ad essere rivelatori. Il Senatore Cusumano, dell'udeur, partito cattolicissimo e moderato, è stato aggredito dal senatore barbato, pure lui dell'udeur di mastella, con uno sputo in faccia e grida belluine del seguente tenore: "Pezzo di merda, Traditore", nonché "Cornuto, Frocio" e "Pagliaccio, Venduto".
Il senatore nino strano, an, sempre un partito cattolicissimo e moderato, lo ha invece apostrofato con: "Checca Squallida".
Nel frattempo altri senatori altrettanto moderati gli gridavano "Cesso, Troia e Frocio".
Quindi, ricapitolando: Pezzo di merda, Traditore, Cornuto, Frocio, Pagliaccio, Venduto, Checca Squallida, Cesso e Troia. Più uno sputo in faccia. Non c'è male. Ma poteva andar peggio: se non erano senatori cattolicissimi e moderati finiva a fucilate...
[Fonte: http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/politica/crisi-governo-prodi/24-gen/index.html ]
Colpito negli affetti più cari (la poltrona), il nostro mastellino pane e vino ha ufficialmente aperto la crisi di governo, nel luogo che ritiene istituzionalmente più adeguato: 'Porta a Porta'.
Oh, certo, i motivi dichiarati sono alti e nobili. Addirittura pare che la Democrazia sia in Grave Pericolo. Nientemeno. I motivi? La Magistratura (absit iniuria verbis). La quale pretenderebbe di impedire alla Politica di avere le mani troppo libere (di rubare, essenzialmente). Per non parlare della Libertà di Parola, ignobilmente negata al Santo Padre. Ma pensa. Come se fosse stato un atto di governo. Come se poi il papa non avesse rinunciato lui, per incassare il vantaggio politico e mediatico, prendendo a pretesto la legittima posizione critica di alcuni professori e studenti. No, i fatti non contano: è "Attentato alla Democrazia".
Ora, ragazzi, non scherziamo, per favore. Gli osservatori più attenti sapevano da molti mesi che a gennaio ci sarebbe stata la crisi di governo. Perché i referendum (che non piacciono affatto a mastellino) hanno avuto il via libera dalla Consulta. Inoltre, la legge elettorale in discussione gli piace ancora meno, perché prevede soglie di sbarramento al 4% o più, e il suo partitino dell'1,4% non potrebbe continuare a ricattare gli 'alleati', né a decidere i primari negli ospedali del suo feudo, né ad influenzarne gli appalti. In realtà gennaio è un buon mese, per una crisi di governo e relative elezioni a primavera, che impediscano ciò che non conviene a mastellino: cioè i referendum e una nuova legge elettorale.
Quindi per cortesia non prendeteci per il culo, almeno.
Che il papa abbia dovuto rinunciare, per questioni di opportunità, a parlare alla Sapienza di Roma francamente mi dispiace. Parrà strano, detto da uno come me che scrive con lo pseudonimo di Mangiapreti. Ma il fatto è che la nostra Costituzione dice tra l'altro che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" (Art. 21). Per lo stesso identico Art. 21 io rivendico il pieno diritto di scrivere su questo blog che il papa ha talvolta posizioni oggettivamente filonaziste, come per esempio nei confronti della minoranza omosessuale. Così come troverei scandaloso che qualcuno cercasse di impedirmi di scrivere ciò che scrivo su questo blog, allo stesso modo riconosco al papa il diritto di esprimere la sua opinione.
Semmai, va sottolineato che il papa questo diritto ce l'ha e lo esercita pienamente con abbondanza di mezzi, gentilmente forniti dalla RAI pagata da tutti gli italiani: a questa vicenda è stato dedicato un intero quarto d'ora di ogni telegiornale, così come non si lesinano servizi quando si tratta di far sapere cosa ne pensa il Vaticano delle faccende interne italiane (vedi legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza). Invece negli altri Paesi al papa dedicano dieci secondi all'anno, giusto a Natale. Ma il vero problema, in Italia, è il vomitevole servilismo della classe politica nei confronti del Vaticano. Che fa sì che si taglino fondi a tutto e a tutti, con rilevantissimi impatti sociali, ma mai nessuno alza il ditino per proporre di azzerare i privilegi finanziari della Chiesa, che sono stati valutati a circa 4 miliardi di euro all'anno.
Insomma, io il papa alla Sapienza non l'avrei invitato, perché è un segno del ben noto servilismo delle istituzioni italiane nei confronti del Vaticano. Però, siccome era stato invitato dal rettore, io avrei preferito che il papa parlasse liberamente, e che poi venisse contestato pacificamente da chi volesse contestarlo. D'altra parte le Università dovrebbero essere luoghi di libertà e conoscenza. Se quell'essere immondo che è Ahmadinejad ha parlato alla Columbia University non vedo perché il papa debba essere messo nelle condizioni di rinunciare a parlare alla Sapienza.
[Fonte: http://www.repubblica.it/2008/01/dirette/sezioni/esteri/papa/sapienza-reazioni/index.html ]