Si un hombre nunca se contradice, sera porque nunca dice nada.
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Finalmente il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si è dimesso. Al contrario di quanto sostengono i berluscloni, interessati ad equiparare la storia del trans di Marrazzo con la storia delle baldracche di silvio, questa è una faccenda di ricatti ed ipocrisia, non di sesso e pettegolezzo (gossip, come si ama dire ora).
Personalmente, non mi interessa con chi fa sesso Marrazzo: se preferisce i trans, fatti suoi. I motivi per cui doveva dimettersi, e subito, sono due. Primo, ha ceduto ad un ricatto: si sentiva colpevole, quindi era ricattabile (e infatti è stato ricattato). Secondo, è stato ipocrita, mentendo ai suoi elettori: che ipocrisia, sul sito della Regione Lazio, leggere sulla sua biografia che "la famiglia è la sua vera grande passione". Evidentemente, aveva anche altre passioni... E che noia leggere, sulla stessa biografia, che ha frequentato "l'oratorio e la parrocchia di Santa Chiara". Ecco, se avesse frequentato un po' meno parrocchie, sarebbe stato forse un po' meno ipocrita, anche con se stesso, e non avrebbe costruito una famiglia di copertura per poi andare a trans. Ma non sono molto meglio l'onestà e la dignità di un Niki Vendola, che non nasconde a nessuno di essere gay, ed è un eccellente Presidente della Regione Puglia? Oggi si può benissimo essere gay ed essere presidenti di Regione, o Sindaci di Berlino, o Ministri degli Esteri tedeschi: ma bisogna essere in pace con se stessi: se ci si sente peccatori e ricattabili, meglio continuare a frequentare parrocchie ed evitare la politica.
E' proprio questa ricattabilità e questa ipocrisia che sono totalmente inaccettabili per un uomo pubblico con un ruolo istituzionale.
Il caso del nano pelato e delle sue baldracche è in parte diverso e per certi versi molto più grave: c'è la stessa schifosissima ipocrisia di chi va al Family Day e poi frequenta minorenni e mignotte. Ma c'è di peggio: almeno ad alcune mignotte sono state offerte candidature in elezioni politiche. Ovvero: mentre Marrazzo il suo trans se lo pagava con soldi suoi, l'idea del criminale pelato di nome silvio era di far pagare le prestazioni delle sue puttane con denaro pubblico. E visto che l'idea era questa, c'è da chiedersi come mai talune nullità quali la gelmini, la carfagna, la prestigiacomo, siano diventate ministre.
Sono questi i motivi per cui dovrebbe dimettersi anche il criminale pelato: non c'entrano nulla il sesso e il pettegolezzo, bensì l'ipocrisia e l'uso del denaro pubblico.
[Fonti:
1-http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso/ipotesi-dimissioni/ipotesi-dimissioni.html
2-http://www.regione.lazio.it/web2/main/sala_stampa/presidente_bio.php
]
Quindi il Nobel per la Pace è stato assegnato al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Chissà come ci sarà rimasto male il nostro miserabile silvio, il criminale pelato, puttaniere e cafone, che ha fatto della corruzione il suo sistema per emergere, negli affari prima e in politica poi: credeva davvero di poterlo vincere lui, il Nobel per la Pace, figuriamoci! Pensate che c'è persino chi, in un'orgia di servilismo, ha scritto all'uopo la ridicola canzoncina "la Pace può". Ancora si sentono le crasse risate dalla Scandinavia per la candidatura di un tale scarafaggio ad un premio così prestigioso.
[Fonti:
1- http://silvioperilnobel.sitonline.it/
2- http://silvioperilnobel.sitonline.it/1/il_nostro_inno_alla_pace_1004222.html
3- http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel
4- http://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Nobel
5- http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/nobel-obama/nobel-obama/nobel-obama.html ]
Uh, che meraviglia! Il nano criminale pelato, corruttore di magistrati, testimoni, finanzieri nonché mafioso, fascista e piduista deve infine rassegnarsi: la Legge è uguale per tutti. Anche per lui. La bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge-schifezza che lo metteva al riparo dai suoi numerosi processi impone un oggettivo limite ai suoi deliri di onnipotenza. E che bello vedere le crisi isteriche della sua corte di schiavi, baldracche e ruffiani!
Ieri sera Patrizia D'Addario per la prima volta è stata intervistata dalla RAI. Ad un certo punto il direttore di uno dei giornali-zerbino del nostro amato Puttaniere del Consiglio le ha ripetutamente chiesto, in modo molto aggressivo, come lei ora si guadagnasse da vivere. Ciò nell'evidente tentativo di metterla in imbarazzo e di screditarla. Oh, come avrei voluto che la D'Addario avesse la presenza di spirito di rispondere: "Io, caro direttore, sono una troia. Esattamente come lei. La differenza è che io ho fatto la troia con silvioberlusconi per una notte, lei lo fa da una vita."